Unite contro lo spreco: le persone di RECUP e la loro storia

Una cargo bike e tante storie. Chi sono le persone volontarie RECUP

Seduta ai banchetti solidali o in fila per assaggiare farinate e focacce ai pranzi sociali, mi è capitato spesso di chiacchierare con le persone di come fossero approdate a RECUP. Mi è sempre sembrato che le motivazioni avessero tutte un comune denominatore: rendere concreto il proprio impegno per la tutela dell’ambiente, la volontà di intervenire contro le crescenti diseguaglianze e la ricerca di una comunità di persone con valori affini con cui divertirsi e stringere legami. Eppure, dietro queste spinte comuni, ogni percorso è unico. In questo gennaio di nuove energie e buoni propositi ho deciso di dare voce alle persone volontarie di RECUP, unite contro lo spreco, chiedendo loro di raccontarmi la loro storia e cosa le abbia incuriosite e cosa le spinga, anno dopo anno, a rinnovare il proprio impegno.

 

Quando l’impegno diventa una scelta felice 

“Mi sono avvicinato a RECUP per merito della mia futura cognata, la quale mi suggerì, a inizio 2024, di provare a partecipare ad un evento di presentazione delle realtà di volontariato milanesi. A colpirmi è stato il suo programma, ben introdotto dal bravissimo Alberto, volto a combattere gli sprechi alimentari, ridurre l’inquinamento e il consumo di acqua, donando il cibo vegetale invenduto nei mercati rionali alla cittadinanza e alle Onlus di assistenza. 

La scelta di entrare in RECUP è stata insomma rapida e tutt’ora molto felice.

Ho scelto di rinnovare il mio impegno per diverse ragioni. Innanzitutto per realizzare qualcosa di importante per l’ambiente e le persone, cosa che dovremmo fare tutti, e quindi per la gratificazione provata.  E poi per i legami instaurati con gli altri volontari, nei quali ho trovato nuovi amici e persone veramente speciali”.

Davide Parolini

 

Un’ingegnera in servizio all’Ortomercato

“Ho conosciuto RECUP ad un evento, ero tornata in Italia dopo anni di cooperazione internazionale all’estero, avevo pochi legami a Milano, ma il volontariato mi aveva sempre accompagnata. Vista la mia formazione nella gestione di rifiuti, l’idea di lotta allo spreco alimentare ha subito risuonato. 

Ad attrarmi è stato il taglio sociale delle attività e la possibilità di vedere una parte della filiera che non avevo mai approfondito. 

Continuo a rinnovare il mio impegno perché vedo chiaramente il potenziale di sviluppo delle attività e il dinamismo del team di RECUP. Volontariato aziendale e inserimento lavorativo di persone che scontano pene alternative sono esempi di partenariati difficili da implementare ma che contribuiscono a creare una realtà sfaccettata degna di grandissima stima e che mi fa venire voglia di collaborare. 

A volte trovo difficili alcune dinamiche nei mercati, ma si sono anche create delle occasioni di scambio arricchenti, di condivisione di ricordi e di contatto umano.

Piccola nota personale: da ingegnera non posso negare che traggo anche un grandissimo godimento dall’ordine che si genera nell’atto di selezionare frutta e verdura e dal riassemblare le cassette all’Ortomercato”. 

Elena Diato

 

La scintilla del volontariato aziendale

“Ho conosciuto RECUP grazie all’azienda dove lavoravo. Sono stato incuriosito sia da come si svolge l’attività sia dall’umiltà, professionalità, cordialità e spirito di aggregazione delle persone presenti. Ho sempre creduto nel volontariato e nell’aiutare gli altri. Sono rimasto esterrefatto da quanto cibo viene sprecato”.

Franco Civetta

 

Un ventaglio di attività adatte ad ogni esigenza e talento

“Ho conosciuto RECUP sui social qualche anno fa, se non sbaglio grazie ad Alessio Cicchini (Rucoola). All’epoca non abitavo ancora a Milano, ma anche quando ho iniziato a viverci, prima di scegliere di iscrivermi, è passato un po’ di tempo. Durante quell’anno ho avuto modo di incontrare fisicamente i ragazzi dell’Associazione a banchetti sparsi (ad esempio ricordo quello in occasione dello swap party in Cascina Cuccagna) e di sentire parlare di questa realtà sempre più spesso anche da altri creators.

Temi quali la sostenibilità e lo spreco alimentare mi hanno sempre incuriosita e nella mia città avevo già fatto volontariato per diverse associazioni, ma di altro stampo. Quando il bisogno di tornare a fare cittadinanza attiva si è fatto sentire, insieme alle consapevolezze maturate circa il mio stile di vita alimentare, ho scelto di partecipare alla call conoscitiva organizzata da RECUP. E, da lì, saltare sulla cargo è stato un attimo 🙂

RECUP è abitata da persone bellissime: sensibili, curiose, impegnate e accoglienti. Mi piace sentirmi parte di un progetto così virtuoso, seppur il tempo che riesco a dedicarci non sia moltissimo. Forse però questa libertà di poter partecipare secondo i propri tempi è un aspetto che arricchisce l’Associazione: ognuno fa quanto può, senza sensi di colpa, ma sempre con tanta gratitudine, condivisione di intenti e spirito comunitario. Così quando si riesce si dà una mano ai mercati rionali, ci si offre volontari per incontri di sensibilizzazione, ci si alterna ai banchetti promozionali e di raccolta fondi, ci si diverte agli eventi…
Sono tante le modalità di partecipazione e sostegno e questa è un’altra qualità arricchente dell’Associazione. Per non parlare delle assemblee e riunioni “cibate”, così inclusive e vegan friendly! Non vedo l’ora della prossima per potermi portare a casa gli avanzi in schiscetta :)”

Lucia Regazzetti

 

L’Autrice

Eleonora D’Elia, da volontaria a Community Manager

“Nel 2020 ho iniziato come volontaria presso l’Ortomercato. Tutte le attività erano in pausa, tranne quella di recupero di cibo invenduto dentro al mercato ortofrutticolo all’ingrosso. Con il Comune di Milano facevamo pacchi alimentari per persone fragili e quella è stata la mia prima esperienza con RECUP.
Durante i mesi di lock down ho avuto finalmente il tempo di fermarmi e realizzare che nella mia vita mancava qualcosa di molto pratico, a contatto con le persone. Così, dopo una call conoscitiva, presi parte alle attività di recupero.
Mi entusiasmò fin da subito: persone giovani che avevano voglia di cambiare il mondo vicino a loro, un recupero alla volta.

Fin da subito sentivo che quello che stavamo costruendo poteva avere un impatto sull’ambiente, sulle persone e anche su di me e sulla mia visione di futuro.

Dopo 3 anni come volontaria, si presentò l’occasione di iniziare ad avere un piccolo team operativo per riuscire a portare avanti tutta la macchina RECUP non solo nei ritagli di tempo e così, con molto entusiasmo, mi buttai in questa avventura insieme alle altre persone di RECUP. Una delle mie principali mansioni era ed è tuttora quella di occuparmi della community RECUP. La parte più bella del mio lavoro è vedere la passione che muove le persone quando decidono di entrare a far parte dell’Associazione, è quell’energia che muove tutto e ci fa crescere ogni giorno!”.

 

Ringraziamenti

Con l’idea che queste storie parlino a chi è ancora alla ricerca di una causa da sentire propria e di un’Associazione in cui rispecchiarsi, sono d’obbligo i ringraziamenti alle persone di RECUP, sempre unite contro lo spreco, che hanno condiviso la loro storia e per tutte quelle persone che dedicano il proprio tempo alla crescita di RECUP!

 

Se le nostre storie sono state per te d’ispirazione, scegli di diventare nostrə volontariə ora! Per farlo vai QUI e segui le indicazioni. Unitə contro lo spreco!