Il tema dello spreco alimentare arriva sui media
In occasione della Giornata ONU contro lo spreco alimentare del 29 settembre scorso, abbiamo invitato i cittadini e le cittadine a firmare la nostra petizione per chiedere una legge nazionale che riconosca e renda obbligatorio il recupero di frutta e verdura invenduta nei mercati rionali.
Perché abbiamo scelto questa giornata? Perché per noi non è soltanto una data simbolica ma un’occasione importante per fare qualcosa di concreto e per trasformare l’indignazione in partecipazione e condivisione.
La proposta di RECUP ha attirato l’attenzione dei media che hanno dato risalto a un tema che ci riguarda tutti e tutte da vicino, lo spreco alimentare:
- Repubblica – Il Gusto ha dedicato un articolo al tema, sottolineando l’importanza della nostra iniziativa:
“Lo spreco alimentare in Italia oggi vale quanto una manovra finanziaria da 22 miliardi” → leggi l’articolo - In Terris – La voce degli ultimi ha intervistato la nostra Portavoce, Eleonora D’Elia, evidenziando l’importanza della nostra petizione: “Spreco alimentare, un problema che riguarda tutti”→ leggi l’articolo
Questa attenzione mediatica conferma quanto sia urgente tradurre la sensibilità contro lo spreco in azioni concrete a livello legislativo. Se non lo hai ancora fatto, FIRMA LA NOSTRA PETIZIONE!
La nostra proposta di legge: cosa chiediamo e perché
Con la petizione vogliamo trasformare l’impegno in un obbligo strutturato. Chiediamo:
- Aree di recupero e redistribuzione del cibo nei mercati rionali
- Assegnazione delle aree alle organizzazioni del terzo settore
- Sgravi fiscali per i commercianti che conferiscono le eccedenze alimentari
- Campagna nazionale di sensibilizzazione contro lo spreco
- Nomina di un rappresentante RECUP al Tavolo nazionale di coordinamento per la prevenzione degli sprechi
Ogni anno, solo nei mercati rionali italiani, circa 28.300 tonnellate di frutta e verdura ancora commestibile vengono scartate per motivi estetici o perché non soddisfano le richieste del mercato. È ora che questa realtà diventi oggetto di una legge concreta.
Firma la petizione: un gesto che conta
Per rafforzare la nostra voce abbiamo bisogno del tuo sostegno:
- Obiettivo: 5.000 firme entro fine anno
👉 Firma la petizione qui
Comunicato stampa integrale
Cibo sprecato, tempo scaduto: con una petizione RECUP chiede che il recupero di cibo nei mercati diventi legge
In occasione della Giornata ONU del 29 settembre, l’Associazione invita cittadine e cittadini a firmare per dire basta agli sprechi alimentari!
3.000 le firme da raccogliere entro il 29 settembre, 5.000 entro la fine dell’anno. Questo l’obiettivo che si è data RECUP per dare un segnale concreto alle istituzioni e chiedere di includere nelle agende legislative il tema dello spreco alimentare.
Perché il 29 settembre? In questa data si celebra la Giornata internazionale contro gli sprechi alimentari, promossa dalle Nazioni Unite per sensibilizzare su un grave problema che coinvolge l’intera catena di produzione e consumo: ogni anno, solo in Europa, 59 milioni di tonnellate di cibo finiscono nella spazzatura, mentre nel mondo milioni di persone soffrono la fame. E nel 2025 la situazione globale è peggiorata, complici le guerre che sono sotto gli occhi di tutte e tutti.
In Italia, 1 persona su 10 non ha cibo sufficiente, mentre nei mercati all’aperto, i cosiddetti mercati “rionali”, secondo i calcoli dell’Associazione, circa 28.300 tonnellate di frutta e verdura ancora edibile vengono gettate, scartate perché non più “belle” o almeno non abbastanza per soddisfare le regole del mercato.
RECUP è nata nel 2016 per cambiare questa realtà: ogni giorno l’Associazione recupera cibo ancora buono nei mercati e lo redistribuisce ai cittadini e alle cittadine e alle associazioni del terzo settore. Ma ora vuole fare di più: vuole che il recupero di frutta e verdura invenduta nei mercati rionali sia oggetto di un provvedimento legislativo a carattere nazionale in cui vengano previsti questi obblighi:
- istituzione di aree di recupero e redistribuzione del cibo nei mercati rionali,
- assegnazione delle aree di recupero alle organizzazioni del terzo settore,
- sgravi fiscali per i commercianti rionali che decidono di conferire le eccedenze alimentari nelle aree di recupero
- istituzione di una campagna di sensibilizzazione sullo spreco alimentare a livello nazionale
- la nomina di un rappresentante RECUP all’interno del Tavolo di coordinamento nazionale per la prevenzione e il contrasto agli sprechi.
“Il 29 settembre non è solo una data simbolica: è il momento di agire. – afferma la Portavoce di RECUP Eleonora D’Elia. Con la petizione, RECUP chiede a tuttə di trasformare l’indignazione in partecipazione. Perché il cibo non si butta. Si salva. Si condivide. E, ora, si deve proteggere con una legge”.