I diversi volti del recupero

Verso un sistema alimentare a zero sprechi

RECUP quest’anno compie 10 anni e, in questi primi 10 anni di vita, il recupero, la selezione e la distribuzione gratuita di frutta e verdura alla cittadinanza e ai grossi enti benefici è stata e continua ad essere la nostra missione e principale obiettivo. Ma non ci siamo fermatə qui.

Negli anni, siamo entratə in contatto con realtà che, a partire dalla frutta e dalla verdura recuperata nei mercati da RECUP, hanno dato vita, in modo creativo, a cibi, prodotti o addirittura a servizi.

Un esempio è quello di Luca Gelaterie, la prima gelateria di Milano ad essere entrata nel nostro circuito, che dalla frutta RECUP ha creato un gusto di gelato.

Un altro esempio è quello di Rumi Bottega Organica di Roma, che vende alimenti biologici, prodotti da piccoli produttori locali e piatti vegetariani e vegani e che, oltre a ciò, offre un servizio di catering utilizzando l’ortofrutta RECUP.

Questi sono esempi di esercizi commerciali virtuosi che considerano il rispetto del cibo e delle risorse necessarie per produrlo un valore e mostrano come la frutta e la verdura fuori standard scartata che, per i circuiti di produzione finalizzata alla vendita diretta, ha perso un valore economico, recupera valore e può tornare a essere una risorsa preziosa, se trasformata e inserita in altri circuiti, secondari, di produzione o servizi.

 

 

Recupero delle eccedenze: un mezzo o un fine?

Il fatto che una parte della frutta e della verdura recuperate trovi una nuova destinazione, per esempio, nell’artigianato alimentare o nei servizi di catering contribuisce a ridurre ulteriormente lo spreco; apre, però, anche una questione.

Da un lato, dimostra che il valore di un alimento è determinato in larga parte dal contesto economico e commerciale in cui viene inserito e che, di conseguenza, lo spreco è la conseguenza dei criteri con cui il mercato determina la commerciabilità del cibo.

Dall’altro lato, l’utilizzo in un circuito economico del cibo recuperato non deve tradursi in una lettura semplicistica secondo cui la valorizzazione economica del cibo recuperato rappresenti “la soluzione” allo spreco alimentare. Se il recupero, infatti, diventasse una fonte di approvvigionamento stabile per le attività commerciali, esisterebbe il rischio di creare un mercato parallelo che finirebbe per “normalizzare” l’eccedenza anziché ridurla.

In altre parole, “non basta trovare un nuovo sbocco commerciale” per risolvere il problema dello spreco: l’obiettivo è e rimane quello di ridurre a monte lo spreco, non quello di renderlo economicamente conveniente.

Ecco perché la distribuzione gratuita delle eccedenze resta la missione di RECUP, mentre le collaborazioni con attività commerciali costituiscono un impiego complementare e residuale, capace di mettere in discussione l’idea che il destino di un alimento sia determinato esclusivamente dagli standard estetici o dalle logiche della grande distribuzione.

In definitiva, il recupero non deve essere considerato alla stregua di un settore economico autonomo, ma uno strumento di transizione verso un sistema alimentare più efficiente e sostenibile, capace di prevenire la produzione di eccedenze e di riconoscere il valore del cibo prima che diventi uno scarto.

Le esperienze nate attorno a RECUP mostrano che questa transizione è possibile, purché il recupero resti un mezzo e non diventi il fine.

Perché unirsi alla nostra lotta allo spreco alimentare?

Per premiare il modello di recupero delle eccedenze di RECUP, Luca GelaterieRumi Bottega Organica hanno stretto con la nostra Associazione delle convenzioni in virtù delle quali vengono praticati degli sconti speciali a chi possiede la BANANA card.

Ma gli esercizi commerciali su citati non sono i soli con cui abbiamo convenzioni. Abbiamo convenzioni anche con Al Buon Convento, una realtà attiva a Milano da oltre 40 anni, situata all’interno di un ex convitto di suore, Fòla, pasticceria, gastronomia e bottega di quartiere di Milano e Bella Dentro Kitchen, un “fast food” sostenibile e zero-sprechi a Milano in cui RECUP fa da ponte per il recupero di frutta e verdura destinandolo a Comida sociale, un progetto volto a garantire pasti quotidiani a persone senza fissa dimora.

E siamo continuamente al lavoro per stringere altre collaborazioni!

Cos’è la BANANA card?

La BANANA card è una speciale card: chi la possiede decide di sostenere l’Associazione in modo continuativo nel corso dell’anno. Il sostegno regolare è vitale per un’Associazione come la nostra: ci permette, infatti, di pianificare le nostre attività con maggiore tranquillità. I costi che dobbiamo affrontare per l’apertura e la gestione di ogni punto RECUP sono tanti, per esempio, cargo bike, tavoli, materiali di riconoscimento, DPI, ecc. e il tuo aiuto è fondamentale!

Se puoi, regalati e regalaci la BANANA card in occasione dei 10 anni di RECUP: darai un contributo concreto alla nostra lotta allo spreco alimentare che si tradurrà direttamente in frutta e verdura salvata, pasti equilibrati e persone raggiunte oltre che riduzione di CO2 e acqua.

Scopri QUI come fare la BANANA card.

Autrice

Giuliana Mancini, Fundraising manager, RECUP.