STATUTO Associazione di Promozione Sociale (ex lg. 383/2000) “RECUP”

Art. 1. Costituzione e sede

Ai sensi della Legge 7.12.2000 n. 383 e delle norme del codice civile in tema di associazioni è costituita l’Associazione di Promozione Sociale denominata “Recup”, con sede in via Urbano III n. 3 a Milano, Italia.

Art. 2. Scopi e attività dell’Associazione

L’Associazione non ha scopo di lucro e si propone di realizzare finalità di interesse generale, attraverso l’esercizio di attività organizzate al fine della produzione e dello scambio di servizi di utilità sociale.

È esclusa qualsiasi finalità politica, sindacale, professionale o di categoria, ovvero di tutela degli interessi economici degli associati.

In particolare l’Associazione opera nei seguenti settori:

  • recupero e redistribuzione del cibo invenduto;
  • raccolta e reimpiego di oggetti dismessi;
  • promozione della cultura della solidarietà, della lotta allo spreco, del riciclo e del riuso;
  • tutela dell’ambiente rispettandone le risorse.

Persegue i seguenti scopi istituzionali primari:

  • promozione della partecipazione e della solidarietà attiva attraverso attività operative e relazionali correlate alle pratiche del recupero e della redistribuzione;
  • promozione della lotta allo spreco e del consumo consapevole attraverso attività manuali, istruttive e di laboratorio volte alla sensibilizzazione e informazione cittadina, al recupero, riparazione e riutilizzo di oggetti dismessi, nonché volte alla creazione di oggetti nuovamente fruibili;
  • condivisione progetti e iniziative attraverso la rete e il sito dell’Associazione, riproporre e promuovere a livello locale progetti realizzati altrove e condivisi attraverso gli stessi metodi.

A tal fine l’Associazione potrà:

  • promuovere la cultura del vivere sostenibile e dell’attenzione ai consumi e allo spreco;
  • recuperare il cibo invenduto all’interno dei mercati rionali e degli esercizi commerciali in generale, per poi redistribuirlo e reimpiegarlo evitando il più possibile lo spreco anche, laddove possibile, impiegando il non commestibile come compost;
  • riparare o riciclare velocipedi in prevalenza abbandonati o di proprietà dell’Associazione, degli associati o di terzi;
  • svolgere attività di recupero e riutilizzo di qualsivoglia materiale di scarto per ridargli valore, sia esso estetico o funzionale;
  • promuovere l’aggregazione, la collaborazione e lo scambio di pratiche e progetti anti-spreco innovativi, attraverso le ordinarie attività dell’Associazione, l’organizzazione e la partecipazione a eventi, l’organizzazione di laboratori di socialità, educazione, informazione e recupero di oggetti e materiali;
  • essere un laboratorio polivalente per l’applicazione pratica delle conoscenze acquisite con l’incontro, lo scambio e la condivisione dei saperi.

 

Le attività di cui sopra devono essere esercitate dall’Associazione in via stabile e principale.

L’Associazione potrà svolgere anche attività direttamente connesse e accessorie a quelle istituzionali e potrà garantire la sua collaborazione ad altri enti per la realizzazione di iniziative che rientrano nei propri scopi.

L’Associazione, per il perseguimento dei propri fini istituzionali, si avvale prevalentemente delle attività prestate in forma libera e gratuita dagli associati. In caso di particolare necessità, l’Associazione può assumere lavoratori dipendenti o avvalersi di prestatori di lavoro autonomo o professionale, anche ricorrendo ai propri associati.

 

Art 3. Patrimonio dell’Associazione

Il patrimonio dell’Associazione è costituito da:

  • donazioni, erogazioni, lasciti testamentari e legati e da ogni altra entrata, provento o contributo disposti in suo favore;
  • ogni altra entrata destinata a incrementarlo.

 

Art 4. Entrate dell’Associazione

Le entrate dell’Associazione sono costituite da:

  • quote associative ed eventuali contributi degli associati;
  • contributi annui ordinari da stabilirsi annualmente dall’assemblea ordinaria su proposta del Consiglio Direttivo;
  • eventuali contributi straordinari deliberati dall’Assemblea in relazione a particolari iniziative che richiedano disponibilità eccedenti il bilancio ordinario;
  • conferimenti e donazioni di beni mobili e immobili, contributi, eredità, legati, lasciti, liberalità e introiti di qualsiasi genere, osservate le disposizioni di legge in materia;
  • proventi delle attività istituzionali;
  • contributi di enti pubblici finalizzati al sostegno di specifici e documentati programmi realizzati nell’ambito dei fini statutari.

 

Art. 5. Bilancio, Destinazione degli utili, dei fondi, delle riserve e del capitale

Il Consiglio Direttivo predispone la bozza del bilancio annuale da sottoporre all’Assemblea per la relativa approvazione, entro quattro mesi dalla chiusura dell’esercizio sociale.

L’esercizio sociale termina il 31 dicembre di ciascun anno solare. Il bilancio dell’Associazione si compone di un rendiconto economico-finanziario.

Durante la vita dell’Associazione è vietata la distribuzione anche indiretta di proventi, utili o avanzi di gestione, comunque denominati, nonché fondi e riserve in favore di amministratori, associati, partecipanti, lavoratori, collaboratori e qualsiasi altro terzo, salvo che la destinazione o la distribuzione non siano imposte per legge.

Utili o avanzi di gestione dovranno essere reinvestiti e impiegati a favore delle attività istituzionali previste dal presente statuto o a incremento del patrimonio dell’Associazione.

 

Art. 6. Requisiti degli associati

Possono essere associati dell’Associazione persone fisiche, di sentimenti e comportamenti democratici, senza alcuna distinzione di sesso, etnia, idee e religione, nonché persone giuridiche che condividono le finalità e i principi statutari dell’Associazione.

Gli associati sono tenuti alla corresponsione di una quota associativa annuale nella misura fissata dal Consiglio Direttivo e alla partecipazione alla vita associativa.

L’elenco degli associati dell’Associazione è tenuto costantemente aggiornato dal segretario in un apposito registro, sempre disponibile per la consultazione da parte degli associati.

 

Art 7. Ammissione e diritti degli associati

Ai fini dell’adesione all’Associazione, qualunque interessato può fare domanda scritta e motivata al Consiglio Direttivo, il quale ne delibera l’ammissione, sulla base di criteri non discriminatori e coerenti con l’attività svolta dall’Associazione stessa.

La domanda di ammissione deve contenere l’impegno a osservare il presente statuto, l’eventuale regolamento interno e le disposizioni del Consiglio Direttivo e dell’Assemblea.

La deliberazione di ammissione deve essere comunicata all’interessato e annotata a cura degli amministratori sul libro degli associati.

Il Consiglio Direttivo deve, entro sessanta giorni, motivare la deliberazione di rigetto della domanda di ammissione e comunicarla agli interessati.

Contro l’eventuale diniego, se motivato, è possibile proporre appello in assemblea entro sessanta giorni dalla comunicazione del diniego stesso.

Le iscrizioni decorrono dalla data in cui la domanda è accolta.

L’adesione all’Associazione è a tempo indeterminato e non può essere disposta per un periodo temporaneo fermo restando, in ogni caso, il diritto di recesso.

E’ garantito all’associato che abbia raggiunto la maggiore età il voto all’Assemblea ordinaria e straordinaria, e in particolare viene garantito il diritto di voto per l’approvazione e le modifiche dello statuto e dei regolamenti e per la nomina degli organi direttivi dell’Associazione

L’ordinamento è ispirato a criteri di democraticità e uguaglianza dei diritti di tutti gli associati, è pertanto prevista una disciplina uniforme del rapporto associativo e delle modalità volte a garantire l’effettività del rapporto medesimo.

E’ garantita altresì l’eleggibilità libera degli organi amministrativi, ovvero le cariche associative sono elettive e tutti gli associati possono esservi nominati.

L’associato che intenda recedere dall’Associazione deve darne comunicazione scritta al Presidente entro trenta giorni dal termine di ciascun anno.

Il Consiglio Direttivo provvede all’esclusione del socio che abbia dimostrato di non condividere gli scopi dell’Associazione o in caso di mancato pagamento della quota associativa.

Contro il provvedimento di esclusione è possibile proporre appello in assemblea.

Le quote associative sono intrasmissibili, ad eccezione dei trasferimenti mortis causa, e non rivalutabili.

 

Art. 8. Categorie di associati

L’Associazione è costituita dalle seguenti categorie di associati: Onorari, Benemeriti, Ordinari.

Sono associati Onorari coloro che abbiano particolari benemerenze, e in particolare coloro che nel passato abbiano ricoperto cariche in seno al Consiglio Direttivo. Sono nominati in via permanente dall’Assemblea su proposta del Consiglio Direttivo.

Sono associati Benemeriti coloro che con la loro munificenza abbiano contribuito all’affermazione dell’Associazione. Vengono nominati dal Consiglio Direttivo con validità annuale.

Sono associati Ordinari coloro i quali paghino la quota di ammissione e la quota annuale stabilita dall’Assemblea degli associati, nei termini e con la modalità fissata dal Consiglio Direttivo.

La suddivisione degli aderenti nelle suddette categorie non implica alcuna differenza di trattamento in merito ai loro diritti e doveri nei confronti dell’Associazione.

 

Art. 9. Sanzioni disciplinari

L’associato che non osservi lo statuto, l’eventuale regolamento e le disposizioni emanate dal Consiglio Direttivo nell’ambito dei suoi poteri, si rende passibile delle seguenti infrazioni disciplinari inflitte dal Consiglio Direttivo qualora arrechi danno col suo comportamento al buon nome dell’Associazione:

  • richiamo scritto per le infrazioni disciplinari lievi;
  • sospensione dell’esercizio dei diritti dell’associato;

Contro le decisioni del Consiglio Direttivo in materia disciplinare è ammesso ricorso motivato all’Assemblea presentato entro sessanta giorni dalla comunicazione del provvedimento all’interessato. In tale eventualità l’efficacia dei provvedimenti di cui sopra è sospesa fino alla pronuncia dell’Assemblea.

L’Assemblea, se non appositamente convocata, delibera sul ricorso in occasione della successiva convocazione.

 

Art. 10. Perdita della qualifica di associato

La qualifica di socio può venire meno per i seguenti motivi:

  • recesso volontario;
  • morosità nel versamento della quota associativa annuale;
  • esclusione;

 

Art. 11. Organi dell’Associazione

Organi dell’Associazione sono: l’Assemblea degli associati e il Consiglio Direttivo.

L’elezione degli organi dell’Associazione non può in alcun modo essere vincolata o limitata ed è informata a criteri di massima libertà di partecipazione all’elettorato attivo e passivo.

I membri degli organi dell’Associazione che dovessero incorrere in una delle sanzioni disciplinari previste nel presente Statuto, divenuto definitivo in seguito alla pronuncia degli associati, decadono automaticamente dall’incarico ricoperto.

 

Art. 12. Partecipazione all’Assemblea

L’Assemblea è sovrana, determina gli orientamenti generali dell’Associazione e prende le decisioni fondamentali di indirizzo cui devono attenersi tutti gli organi sociali.

Hanno diritto di partecipare all’Assemblea, sia ordinaria che straordinaria, tutti gli aderenti all’Associazione in regola con il pagamento delle quote annuali.

L’Assemblea viene convocata in via ordinaria almeno una volta all’anno entro quattro mesi dalla chiusura dell’esercizio sociale.

L’Assemblea può inoltre essere convocata tanto in sede ordinaria che in sede straordinaria:

  • su richiesta del Presidente;
  • su richiesta della maggioranza del Consiglio direttivo;
  • su richiesta indirizzata al Presidente da almeno un quinto degli associati.

La convocazione è effettuata dal Consiglio Direttivo con convocazione inviata prima della riunione, mediante lettera raccomandata, PEC, telegramma, fax o e-mail con conferma di recapito, con l’indicazione dell’ordine del giorno da trattare.

 

Art. 13. Costituzione e deliberazioni dell’Assemblea

L’Assemblea in sede ordinaria è regolarmente costituita in prima convocazione con la presenza della maggioranza degli associati.

In seconda convocazione essa è validamente costituita con la presenza di almeno un terzo degli associati.

L’Assemblea è presieduta dal Presidente dell’Associazione o, in caso di sua assenza, dal Vicepresidente e, qualora fosse necessario, da persona designata dall’Assemblea.

I verbali delle riunioni dell’Assemblea sono redatti da uno dei due segretari in carica o, in loro assenza e per quella sola Assemblea, da persona scelta dal Presidente (o dal Vicepresidente) dell’Assemblea fra i presenti.

Il verbale dell’Assemblea sarà inserito nell’apposito libro sociale.

L’Assemblea ordinaria delibera, sia in prima che in seconda convocazione, con la maggioranza dei voti espressi.

L’Assemblea straordinaria delibera, sia in prima che in seconda convocazione, con la maggioranza di almeno i due terzi dei voti espressi.

Per la modifica dello Statuto è richiesta la presenza di almeno il 51% degli associati e il voto favorevole della maggioranza dei presenti, anche nelle successive convocazioni.

Per deliberare lo scioglimento dell’Associazione e la devoluzione del patrimonio, è necessario il voto favorevole di almeno i tre quarti degli aventi diritto.

 

Art. 14. Compiti dell’Assemblea

All’Assemblea in sede ordinaria spettano i seguenti compiti:

  • discutere e deliberare sul bilancio consuntivo;
  • eleggere i membri del Consiglio Direttivo e dell’eventuale Organo di controllo;
  • fissare, su proposta del Consiglio Direttivo, le quote di ammissione e i contributi associativi, nonché la penale per i ritardati versamenti;
  • approvare l’eventuale regolamento interno predisposto dal Consiglio Direttivo;
  • discutere e deliberare su ogni altro argomento di carattere ordinario e di interesse generale posto all’ordine del giorno.

In sede straordinaria:

  • deliberare sulla trasformazione, fusione e scioglimento dell’Associazione;
  • deliberare sulle proposte di modifica dello statuto;
  • deliberare su ogni altro argomento di carattere straordinario e di interesse generale posto all’ordine del giorno.

Ciascun associato ha diritto a un voto e può intervenire personalmente.

L’assemblea delibera con il voto favorevole della maggioranza dei presenti.

E’ facoltà degli associati proporre argomenti da porre all’ordine del giorno dell’Assemblea purché la relativa richiesta sia sottoscritta da almeno un quinto degli associati.

 

Art. 15. Composizione del Consiglio Direttivo

Al Consiglio Direttivo spetta l’amministrazione dell’Associazione.

Il Consiglio Direttivo è composto di un numero di membri variabile da 5 a 10 secondo la determinazione dell’Assemblea.

Il Consiglio Direttivo dura in carica per un periodo di 3 esercizi e al termine del mandato i consiglieri possono essere rieletti.

L’assunzione della carica di consigliere è subordinata al possesso dei seguenti requisiti di onorabilità e indipendenza: mancanza di esercizio di altre attività in conflitto di interessi.

Il Consiglio Direttivo elegge al suo interno il Presidente, il vicepresidente, il segretario.

Se nel corso dell’esercizio vengono a mancare uno o più consiglieri, gli altri provvedono a sostituirli con deliberazione approvata dal Collegio sindacale (se nominato), purché la maggioranza sia sempre costituita da consiglieri nominati dall’Assemblea (o nell’atto costitutivo).

Gli amministratori così nominati restano incarica fino alla successiva Assemblea.

Qualora, per qualsiasi motivo, venga a mancare la maggioranza dei consiglieri, l’intero Consiglio Direttivo si intenderà decaduto e dovrà essere rinnovato, mediante nuova elezione assembleare.

 

Art. 16. Poteri e compiti del Consiglio Direttivo

Al Consiglio Direttivo spettano tutti i poteri per la gestione ordinaria e straordinaria dell’Associazione, salvo quanto è riservato alla competenza dell’Assemblea dalla legge e dal presente statuto.

In particolare, il Consiglio direttivo ha il compito di:

  • convocare l’Assemblea;
  • dare esecuzione alle delibere assembleari;
  • ratificare o respingere i provvedimenti d’urgenza adottati dal presidente;
  • deliberare su qualsiasi questione riguardante l’attività dell’Associazione per l’attuazione delle sue finalità e secondo le direttive dell’Assemblea;
  • predisporre il bilancio consuntivo da sottoporre all’Assemblea;
  • deliberare l’accettazione delle domande di ammissione di nuovi associati;
  • redigere l’eventuale regolamento interno;
  • irrogare le sanzioni disciplinari;
  • qualsiasi atto o fatto necessario alla corretta ed efficace gestione dell’Associazione.

 

Art. 17. Funzionamento del Consiglio Direttivo

Il Consiglio Direttivo si riunisce almeno una volta e comunque ogni qualvolta il Presidente lo ritenga necessario o quando lo richiedano tre componenti.

Le riunioni del Consiglio Direttivo devono essere convocate mediante comunicazione inviata prima della riunione mediante lettera raccomandata, PEC, telegramma, fax o e-mail con conferma di recapito, con l’indicazione dell’ordine del giorno da trattare.

Le riunioni del Consiglio Direttivo sono valide con la presenza di almeno la maggioranza dei suoi componenti e sono presiedute dal Presidente o, in sua assenza dal Vicepresidente o da  un consigliere designato dai presenti.

Il Consiglio Direttivo delibera a maggioranza.

 

Art. 18. Legale rappresentanza

Al Presidente, eletto dall’Assemblea degli associati, spetta la rappresentanza legale dell’Associazione di fronte ai terzi e in giudizio.

In caso di assenza o impedimento, viene sostituito dal Vice Presidente nominato all’interno del Consiglio Direttivo.

Il Presidente rimane in carica tre anni e può essere rieletto.

 

Art. 19. Scioglimento e liquidazione dell’Associazione

In caso di scioglimento il patrimonio è devoluto ad altra Associazione o ente con finalità analoghe o che persegua fini di utilità pubblica, tenuto conto delle indicazioni dell’Assemblea.

 

Art. 20. Clausola conciliativa

Le parti si impegnano a ricorrere alla conciliazione prima di iniziare qualsiasi procedimento giudiziale o arbitrale, su iniziativa della parte più diligente.

 

Art. 21. Riferimenti

Per quanto non espressamente previsto nel presente statuto si fa riferimento alla legge 7 dicembre 2000, n. 383, alle norme codice civile e alle altre leggi dello Stato in quanto applicabili.

 

Milano, 31.08.2016